Gli autisti di autobus che si salutano

Come al solito, torno dopo una lunga assenza.

Non so quante volte sono “tornata” a un mio progetto invece che continuarlo.. Ma questa volta mi sento in qualche modo legittimata perché negli ultimi mesi ho fatto una cosa grandissima per la mia vita.

Anzi, per una volta posso davvero dire di aver cambiato la mia vita.

Ok, andiamo per ordine.

Negli ultimi mesi ho terminato il master di un anno che stavo seguendo a Torino (yeah!!) e poi ho trovato un tirocinio in una grande azienda e ho pensato che la mia vita fosse già su dei binari ben chiari.

I binari del precariato e della vaga e onnipresente insoddisfazione che purtroppo aleggia tanto sull’Italia in questi anni.

Invece no. Invece questa volta mi sono impuntata. Questa volta ho deciso di agire invece di sognare e basta. Questa volta ho voluto essere un osso duro. (Lo dovevo proprio dire :D)

Ho cercato un lavoro che mi appassionasse per due mesi e alla fine ce l’ho fatta… SONO A BERLINO!

Avete letto bene, ora vivo a Berlino e faccio un lavoro (non tirocinio) che adoro e sento di essermelo davvero guadagnato.

Ora che scrivo vivo qui da sole due settimane eppure ho già avuto tante sensazione tipiche degli espatriati. Ho sentito il brivido di eccitazione del cervello in fuga, ho avuto momenti di agitazione e gioia all’idea di vivere davvero in una grande capitale europea, mi sono sentita coraggiosa e forte… Ma non solo.

Ho anche avvertito i morsi, non della fame, ma della malinconia.

Ho sentito la mancanza dei miei genitori, quella dei miei amici mentre passeggiavo da sola il sabato pomeriggio, quella della mia città mentre mi perdevo in metropolitana.

Sono ancora la persona più felice della Terra per quello che sono riuscita a fare e per l’occasione che mi sono guadagnata, ma in alcuni momenti è un po’ difficile.

Però anche qui, quando due autobus si incrociano per strada, gli autisti alzano una mano, sorridono e si salutano silenziosamente.

 

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Il weekend in cui essere a Ferrara

Ferrara è la mia città natale ed è anche una città bellissima, molto amata dai turisti di tutta Italia e non solo.

Comune e gruppi di privati si impegnano tutto l’anno per organizzare eventi, fiere, concerti e chi più ne ha più ne metta

È sempre bello andare a Ferrara, ma c’è un weekend che non potete proprio perdere: quello del 12-13 maggio!

Quello sarà un weekend indimenticabile, pieno di cose belle!

Innanzitutto ci sarà la versione primaverile di Interno Verde, l’evento green per eccellenza.

Per entrambi i giorni potrete visitare meravigliosi giardini in fiore! Ma ecco cosa c’è di davvero speciale: questi giardini sono privati e per tutto il resto dell’anno, ovviamente, non sono visitabili! Sono nascosti e chiusi dietro porte e portoni 🙂

Vi assicuro, per esperienza personale, che non c’è niente più bello di Interno Verde per gli appassionati del verde urbano e della botanica. È un’esperienza che vi farà rilassare, vi farà sentire in pace e vi rimarrà dentro per settimane.

Ma non è finita qui! Giusto a metà di questo incredibile weekend ci sarà anche un altro evento: Seekers, una caccia al tesoro notturna.

“Cosa serve per partecipare? Scarpe comode e voglia di conoscere persone nuove”, questo si legge nella pagina dell’evento.

Ora che le giornate diventano calde e soleggiate, cosa c’è di meglio di divertirsi e rinfrescarsi durante la serata? Con Seekers potrete fare esperienze nuove e anche vincere dei premi!

Allora, cosa state aspettando? Il 12 e 13 maggio dovete essere a Ferrara!

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C’è un lavoro di cui non sapete nulla

Ebbene sì, l’ultima frontiera non è più l’entrepreneur, quella è roba da 2015!

Il nuovo lavoro di cui non avete mai sentito parlare è il Data Journalist! Cosa sarà mai quello che a prima vista sembra uno strano e inquietante ibrido?

È, in effetti, proprio un ibrido! Ma meno strano di quello che si potrebbe pensare.

Il Data Journalist è un cacciatore di storie, proprio come il giornalista, ma è anche a caccia di dati, come un data scientist.

Probabilmente vi siete già imbattuti in qualche articolo scritto da un data journalist, ed è ancora più probabile se leggete spesso articoli in inglese. Questa professione, infatti, è molto più diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna rispetto all’Italia.

Un articolo scritto da questa figura professionale si presenta come una storia basata su dati e statistiche, con molti link a studi scientifici e pieno di grafici esplicativi (che si ricollegano ad un’altra bellissima materia, Data Visualization, ma questa è un’altra storia!). Sono sicura che avete già visto articoli così!

Personalmente, mi sono imbattuta in questo lavoro perché mi sembra il perfetto connubio fra i miei studi universitari (statistica e data science) e la mia passione per la scrittura e il giornalismo (vedi, come tentativo, questo blog).

Considerata la diffusione delle fake news che purtroppo abbiamo negli ultimi anni nel nostro paese, credo proprio che ci vorrebbero più “giornalisti dei dati” che basino i proprio articoli su dati certi e basi scientifiche!

Questa professione vi interessa?

Ne vorreste sapere di più?

Intanto vi passo un paio di link che sono esempi di testate che si basano moltissimo sul data journalism (in inglese, per forza di cose!), poi magari farò qualche altro articolo al riguardo 😀

Link interessanti:

Il mese più difficile

Buon 2018!

Arrivo un po’ in ritardo, direte voi. È vero, ma gennaio è stato un mese difficile e non ho davvero trovato il tempo per respirare.

È stato l’ultimo mese di lontananza dal mio ragazzo che ha vissuto per un anno a Taipei, in Taiwan. È stato un mese in cui tutti continuavano a dirmi “ormai ci siamo”, “ce l’avete fatta”, “è quasi finita”, ma che in realtà mi è sembrato infinito.

Qualcuno di saggio mi ha detto la verità: “l’ultimo mese è quello più lungo”. Ed è stato proprio così! Pensavo che gli esami mi avrebbero distratto, ma lo hanno fatto solo in parte e nel frattempo continuavo a sentire una mancanza che sembrava sempre più grande e allo stesso tempo sempre più insensata.

Perché vi dico questo? Perché ci tengo davvero a dire a più persone possibili che alla fine CE LA SI FA.

Non spaventatevi per la distanza fisica fra voi e una persona amata! Sono solo chilometri, spazio geografico fra di voi, ma non deve essere necessariamente lontananza mentale o sentimentale.

Viviamo in un’era di meraviglie tecnologiche, ci sono i social network, ci sono le chat e le app per le videochiamate… usatele! Skype, FaceTime, Whatsapp, Messenger, ovviamente non vi potranno far abbracciare, ma vi assicuro che aiuteranno ad accorciare la distanza che vi separa.

Ma il consiglio più importante che mi sento di darvi è sempre e solo uno (anche per le coppie che vivono insieme o nella stessa città!): PARLATE. Parlate, parlate sempre. Di tutto, di qualsiasi cosa, in qualsiasi momento. Avete visto un video buffo con un cagnolino? Diteglielo! Avete saputo un gossip? Da riferire immediatamente! Vi sentite tristi? Probabilmente anche lui/lei si sente così, quindi non esiste cosa migliore del comunicarglielo.

Alla fine che siano settimane, mesi, un anno o più… passerà! E dopo voi sarete di nuovo lì, abbracciati a pensare che ne vale la pena.

Un anno di Osso Duro

Oggi WordPress mi ha fatto gli auguri per il primo anniversario dell’apertura di Osso Duro!

Molti di voi, però, ne hanno sentito parlare solo qualche mese dopo… questo perché ho aperto il mio blog seguendo l’ispirazione di un momento, ma c’ho messo un po’ ad essere sicura di aver fatto la cosa giusta!

Osso Duro sarà anche aperto da un anno, ma è ancora in fase di formazione perché continuo a cambiare idea su cosa voglio che questo blog sia.

Se vi ricordate, è cominciato come un blog molto riflessivo, fatto solo di post astratti in cui esprimevo alcuni pensieri. Poi, c’è stata la prima vera scintilla di illuminazione, quella di fare un blog in cui dare spazio alle persone e alle cose che mi piacciono e trovo coraggiose e fuori dagli schemi.

Ho cominciato con le interviste e piano piano la mia idea si è spostata sul trasformare il blog in un piccolo magazine in cui dare spazio anche agli eventi della mia città.

Presto, però, mi sono resa conto che questa opzione non era fattibile: ero da sola a scrivere e non avevo abbastanza tempo per raccogliere interviste, seguire gli eventi interessanti e stare anche al passo con l’attualità.

A questo punto (anche a seguito del mio trasferimento a Torino) sono stata qualche tempo senza scrivere nulla. Avevo bisogno di pensare e in più stavo cercando di trovare un mio equilibrio tra il vivere per la prima volta da sola, stare in una grande città e seguire i corsi (non proprio facili) del mio master in Data Science.

Alla fine sono giunta ad una conclusione: questo blog è MIO. È un angolo di internet solo mio, in cui posso esprimermi come voglio e in cui ho tutto lo spazio di cui necessito. Quindi Osso Duro è diventato (o tornato ad essere?) un blog personale, in cui il centro di tutto siamo io e le mie idee più disparate.

Ma visto che a quanto pare non sono ancora soddisfatta, in questi giorni mi sono trovata di nuovo a riflettere su cosa questo blog poteva essere. Non mi sembra ancora il mio prodotto finale… Dopo un anno, è ancora come se fosse una bozza di un progetto che però non mi è chiaro.

Sono abbastanza convinta che rimarrà un blog personale, ma stavo pensando di restringere il campo degli argomenti da trattare… o forse no?!

Insomma, come avrete capito vi aspettano altre evoluzioni e qualche cambiamento qui su Osso Duro, ma quello che non cambierà mai è l’impegno e la gioia con la quale condivido ogni mio pensiero con voi!

Intanto, grazie a chi ha letto anche un solo articolo del mio piccolo blog! Grazie per questo primo anniversario!

Voi avete qualche idea per l’evoluzione di Osso Duro?

Ci sono cose che vorreste vedere di meno o di più?

Fatemelo sapere nei commenti qui sotto, oppure sulla pagina Facebook o su Instagram! 🙂

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5 tipi di persone a Natale

Il Natale è un momento importante per tutti, ma non tutti lo affrontano allo stesso modo…

1) Quello che per due giorni non fa altro che mangiare: lui è quello che quando gli chiedi “a casa vostra fate il cenone alla vigilia o il pranzo a Natale?” ti guarda come se fossi completamente pazzo. Lui mangia senza sosta dalla mattina del 24 alla sera del 25 non-stop e non si sa per quale miracolo natalizio non si sente mai male! Quando lo chiami per fargli gli auguri ti risponde con la bocca piena. Sempre.

2) Quello che se ne frega del Natale con i tuoi: lui è sempre a qualche festa, fuori con gli amici, in discoteca, a qualche evento organizzato in città.. è ovunque TRANNE che a casa sua. In generale passa giusto a pranzo il 25 per il tempo del panettone e in questi 5 minuti farà un milione di foto taggate #familylife. Non lo chiamerai per gli auguri perché probabilmente sarà lì con te.

3) Quello che vive tutto l’anno aspettando il Natale: è quella persona che possiede più maglioni natalizi che mutande. Sta ascoltando canzoni di Natale dal 23 novembre, ma ancora non si è stufato di sentirle, utilizza tutti i filtri natalizi che Instagram può offrire e non prende neanche in considerazione l’idea di saltare la tombola tradizionale. Quando lo chiami per gli auguri ti costringerà a cantare tutta “Jingle Bell” prima di poter riattaccare.

4) Quello che è in vacanza: lui ha comprato i biglietti per andarsene quando era il 15 maggio, ma non l’ha detto a nessuno. Quindi quando lo chiamerai per gli auguri ti risponderà dicendo cose tipo “ah è oggi Natale?! Guarda, stando qui alle Bahamas al caldo quasi me ne dimenticavo!”

5) Quello che studia/lavora tutto il tempo e se non lo fa sta con l’ansia: per lui la mattina del 24 e il pomeriggio del 25 non sono di precetto quindi per fortuna può usarli per studiare o lavorare. Quando viene costretto a forza a stare coi parenti per il pranzo, dopo una portata comincia ad agitarsi, a sentire il senso di colpa e a lanciare occhiate nervose al computer in standby o ai libri chiusi. Quando lo chiami per gli auguri comincia a ricordarti degli esami di gennaio o delle scadenze della settimana dopo e attacca l’ansia anche a te.

Voi che tipologia siete?? Ne conoscete altre? 😀 fatemelo sapere e BUON NATALE! ❤️

Perché non ho aperto il mio calendario dell’avvento per quasi una settimana

In un modo o nell’altro questo blog è diventato un’estensione di me. Una piccolissima parte di World Wide Web che è tutta mia. Per questo sento che sia giusto scrivere due righe su un avvenimento triste e che un po’ mi ha cambiato.

Chi mi segue sulla pagina Facebook si sarà (forse) accorto che per diversi giorni non ho condiviso la coccola giornaliera del mio calendario dell’avvento. Il motivo è che il 13 dicembre è venuta a mancare mia nonna.

Era l’ultima nonna che avevo. Questa cosa mi ha colpito profondamente.. c’è stato un momento, in mezzo allo shock e alla tristezza, in cui ho avuto questo pensiero lancinante: ora non ho più nonni.

Forse sbaglio, ma in qualche modo questa cosa mi è parsa come un momento “di passaggio” della mia vita. È forse questo il momento in cui smetto di essere una bambina?, mi sono chiesta. Non ho trovato una risposta a questa domanda.

Mia nonna era una persona incredibile, una nonna diversa da tutte le altre, e mi ha voluto un gran bene.

Questi sono gli avvenimenti per cui istintivamente ci blocchiamo e mettiamo in pausa la nostra vita, ma bisogna ricordarsi che tutte le persone che ci hanno voluto bene, anche se non ci sono più, vorrebbero solo vederci andare avanti e fare del nostro meglio per essere felici.

Il futuro è ancora lì, dietro l’angolo, ad aspettarci. Dobbiamo andargli incontro con tutta la gioia che possiamo!

Mando un abbraccio a tutti quelli che hanno nonni nei loro cuori! ❤️