Il weekend in cui essere a Ferrara

Ferrara è la mia città natale ed è anche una città bellissima, molto amata dai turisti di tutta Italia e non solo.

Comune e gruppi di privati si impegnano tutto l’anno per organizzare eventi, fiere, concerti e chi più ne ha più ne metta

È sempre bello andare a Ferrara, ma c’è un weekend che non potete proprio perdere: quello del 12-13 maggio!

Quello sarà un weekend indimenticabile, pieno di cose belle!

Innanzitutto ci sarà la versione primaverile di Interno Verde, l’evento green per eccellenza.

Per entrambi i giorni potrete visitare meravigliosi giardini in fiore! Ma ecco cosa c’è di davvero speciale: questi giardini sono privati e per tutto il resto dell’anno, ovviamente, non sono visitabili! Sono nascosti e chiusi dietro porte e portoni 🙂

Vi assicuro, per esperienza personale, che non c’è niente più bello di Interno Verde per gli appassionati del verde urbano e della botanica. È un’esperienza che vi farà rilassare, vi farà sentire in pace e vi rimarrà dentro per settimane.

Ma non è finita qui! Giusto a metà di questo incredibile weekend ci sarà anche un altro evento: Seekers, una caccia al tesoro notturna.

“Cosa serve per partecipare? Scarpe comode e voglia di conoscere persone nuove”, questo si legge nella pagina dell’evento.

Ora che le giornate diventano calde e soleggiate, cosa c’è di meglio di divertirsi e rinfrescarsi durante la serata? Con Seekers potrete fare esperienze nuove e anche vincere dei premi!

Allora, cosa state aspettando? Il 12 e 13 maggio dovete essere a Ferrara!

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C’è un lavoro di cui non sapete nulla

Ebbene sì, l’ultima frontiera non è più l’entrepreneur, quella è roba da 2015!

Il nuovo lavoro di cui non avete mai sentito parlare è il Data Journalist! Cosa sarà mai quello che a prima vista sembra uno strano e inquietante ibrido?

È, in effetti, proprio un ibrido! Ma meno strano di quello che si potrebbe pensare.

Il Data Journalist è un cacciatore di storie, proprio come il giornalista, ma è anche a caccia di dati, come un data scientist.

Probabilmente vi siete già imbattuti in qualche articolo scritto da un data journalist, ed è ancora più probabile se leggete spesso articoli in inglese. Questa professione, infatti, è molto più diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna rispetto all’Italia.

Un articolo scritto da questa figura professionale si presenta come una storia basata su dati e statistiche, con molti link a studi scientifici e pieno di grafici esplicativi (che si ricollegano ad un’altra bellissima materia, Data Visualization, ma questa è un’altra storia!). Sono sicura che avete già visto articoli così!

Personalmente, mi sono imbattuta in questo lavoro perché mi sembra il perfetto connubio fra i miei studi universitari (statistica e data science) e la mia passione per la scrittura e il giornalismo (vedi, come tentativo, questo blog).

Considerata la diffusione delle fake news che purtroppo abbiamo negli ultimi anni nel nostro paese, credo proprio che ci vorrebbero più “giornalisti dei dati” che basino i proprio articoli su dati certi e basi scientifiche!

Questa professione vi interessa?

Ne vorreste sapere di più?

Intanto vi passo un paio di link che sono esempi di testate che si basano moltissimo sul data journalism (in inglese, per forza di cose!), poi magari farò qualche altro articolo al riguardo 😀

Link interessanti:

Quando l’arte è per strada

L’ultima settimana di agosto avviene una magia. La mia città si anima e si riempie di musica come una creatura magica che si risveglia da un lungo sonno.

È il momento del Buskers Festival, importante evento di musicisti e artisti di strada che richiama persone da tutta Europa.

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Questa settimana è un momento importante per me. Quando ero adolescente e mi trovavo male in una città piccola e “provinciale” era l’unica settimana in cui sentivo persone parlare altre lingue e in cui mi sentivo parte di un mondo più grande. Crescendo ho fatto pace con Ferrara, ma il festival è rimasto importantissimo. Segna il punto più alto e la fine dell’estate. Mi dice che le vacanze sono finite, ma me lo dice con gentilezza, dandomi il miglior regalo per ultimo.

Non tutti lo amano, in fondo porta parecchio scompiglio, tanto rumore, tante persone. Ma io ne sono da sempre innamorata.

Si possono incontrare così tanti tipi di persone, si possono vedere strumenti originari di ogni parte del mondo, ci si può perdere nelle loro note… è magico!

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Adoro l’energia che vibra per le strade! Le persone si sentono lontane dalle incombenze di tutti i giorni e dalle abitudini: si vestono in modo più colorato, si improvvisano fotografi, giocolieri, comici e pittori. Avere tutta questa arte attorno ispira chiunque.

Se avete bisogno di un po’ d’incanto nella vostra vita, pensate di programmare una vacanza a Ferrara il prossimo agosto 🙂

E voi? Amate qualche festival in particolare? Nella vostra città si fa qualcosa di speciale? Fatemelo sapere nei commenti!


P.S. Presto riporterò qui su Osso Duro un piccolo progetto che porto avanti già da due edizioni del Festival… rimanete sintonizzati!

L’anima (quasi) persa delle librerie

È un lunedì mattina caldissimo e mi trovo a Termoli, una piccola città del Molise che sento mia non per natalità, ma per amore.

Ho un’ora e mezza da perdere tra un impegno e l’altro e decido di rintracciare l’unica libreria del centro per poi mettermi a leggere un libro sulla spiaggia. Sì, avete letto bene, l’UNICA libreria.

Entro in questo splendido angolo di cultura che si chiama Il Ponte e comincio ad aggirarmi fra gli scaffali felice come una pasqua. Non solo è molto ben fornita, ma si respira quell’aria di intimità col libro che non si riesce ad avvertire nelle grandi librerie.

Mentre sto ancora decidendo cosa comprare entra un bambino sugli 11/12 anni. “Ciao, vorrei un consiglio.” Io mi volto, già incuriosita. “Un consiglio di lettura?” “Sì, un libro sulla guerra da leggere per scuola.”

Il signore che era alla cassa lo porta in un angolo della libreria, afferra un libro da uno scaffale in alto e glielo porge dicendo “Questo è bello, fidati, l’ho letto anch’io!” A questo punto ho le lacrime agli occhi; una scena così non la vedevo da anni.

Alla fine il ragazzino se ne va soddisfatto e io mi avvicino alla cassa per pagare il mio libro (mi sono arresa alla mia passione per i thriller scandinavi). A quel punto chiedo come se la passano in una libreria indipendente.

“Ah, a me fa sempre ridere che io non ho mai deciso di essere una libreria cosiddetta indipendente, mi ci hanno fatto diventare!” Chi mi risponde, fra il malinconico e il divertito, è il signor Luigi, il proprietario.

Mi fermo a parlare e lui mi racconta molte cose interessanti. Mi conferma che è difficile lavorare nel mondo dell’editoria che col tempo si è trasformato in un monopolio o quasi: dall’editoria alla distribuzione i giganti sono solo due: Mondadori(che distribuisce anche Feltrinelli) e Messaggerie libri (sue sono Ubik, IBS e Il Libraccio, per intenderci).

È per questo che la sua libreria è diventata “indipendente”. “Sono contenta che riusciate comunque a stare aperti!” dico con sincero entusiasmo. “Ci salvate voi donne e i bambini! Le donne leggono molto di più, siete proprio superiori.” si lascia sfuggire Luigi.

Ma non c’è da disperare, Il Porto è una libreria fiera di sé stessa. È stata scelta per il sesto anno consecutivo come libreria di riferimento per il Molise per il premio SuperMondello!

Cos’è il premio Mondello? Se non lo sapete non siete gli unici, purtroppo non è molto conosciuto. Trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale. Comunque, per darvi un’idea, viene scelta UNA SOLA libreria per regione e queste librerie, particolarmente attive sul territorio, scelgono 5 lettori per far parte della giuria e decidere chi vincerà il SuperMondello. Si sente la mancanza di questo stretto legame fra “industria” del libro e lettore.

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A questo punto il signor Luigi si sente di consigliarmi un libro proprio come aveva fatto poco prima col bambino e io, sinceramente, non aspettavo altro. Va a prendermi un libro dal titolo “Città distrutte” e dice che dietro c’è una storia carina.

È il libro che ha vinto il primo anno in cui hanno fatto parte del Mondello ed è una raccolta di biografie inventate, ma incentrate su personaggi realmente esistiti. Uno di questi? Un compaesano del signor Luigi che è di Santa Croce… che è il paese da cui viene il padre del mio ragazzo, motivo per cui sono a Termoli.

Io compro il libro e il cerchio si chiude.

P.s. Questo è il loro sito: http://www.libreria.termoli.cb.it/ e li trovate anche su Facebook!

La cosa importante

In questi giorni è tempo di elezioni in Francia e io mi ritrovo a chiedermi cosa so di quello che sta succedendo lì e dei loro candidati.

La risposta alla fine non mi piace. Quello che so è che Marine Le Pen è sostanzialmente una Trump francese (la Francia ai francesi, preferibilmente quelli bianchi e cristiani) e che il suo maggior rivale è Emmanuel Macron che è al contrario un europeista liberale.

In pratica, non so quasi nulla. E perché? Beh, perché i mezzi di informazione che avrebbero il compito di istruire la popolazione su temi importanti oggi non hanno fatto altro che parlare di come la moglie di Macron, tale Brigitte Trogneux, abbia 25 anni più del marito.

Ora, voglio essere totalmente onesta: le grandi differenze d’età mi fanno sempre un po’ impressione, come me la fanno con Trump e Melania (24 anni di differenza) o con chiunque anche se non famoso. Ma sinceramente, loro due sono contenti? Per me va benissimo! E altra cosa, perché i giornali pensano che sia questo quello che ci dovrebbe interessare?

Perché invece non possono spiegarci per bene che tipo di personalità politiche sono Macron e Le Pen? Perché non possono spiegare agli ignoranti di economia estera come me come si svolgono le elezioni in Francia e quale impatto avranno sull’Unione Europea?

Sinceramente, oggi ho sentito parlare di Macron per la prima volta, nonostante sia un ex ministro dell’economia francese! Io ci davo già per spacciati con Le Pen sicuramente vincitrice e invece salta fuori questo signore “dal nulla”. E allora io vorrei sapere chi è, qual è il suo manifesto politico, chi sono i suoi collaboratori, cosa vorrebbe fare se eletto, e invece mi devo leggere OVUNQUE che sua moglie ha 64 anni. Mi fa piacere per lei!

Però, con tutto quello che sta succedendo nel mondo, è davvero questa la cosa importante?