Il weekend in cui essere a Ferrara

Ferrara è la mia città natale ed è anche una città bellissima, molto amata dai turisti di tutta Italia e non solo.

Comune e gruppi di privati si impegnano tutto l’anno per organizzare eventi, fiere, concerti e chi più ne ha più ne metta

È sempre bello andare a Ferrara, ma c’è un weekend che non potete proprio perdere: quello del 12-13 maggio!

Quello sarà un weekend indimenticabile, pieno di cose belle!

Innanzitutto ci sarà la versione primaverile di Interno Verde, l’evento green per eccellenza.

Per entrambi i giorni potrete visitare meravigliosi giardini in fiore! Ma ecco cosa c’è di davvero speciale: questi giardini sono privati e per tutto il resto dell’anno, ovviamente, non sono visitabili! Sono nascosti e chiusi dietro porte e portoni 🙂

Vi assicuro, per esperienza personale, che non c’è niente più bello di Interno Verde per gli appassionati del verde urbano e della botanica. È un’esperienza che vi farà rilassare, vi farà sentire in pace e vi rimarrà dentro per settimane.

Ma non è finita qui! Giusto a metà di questo incredibile weekend ci sarà anche un altro evento: Seekers, una caccia al tesoro notturna.

“Cosa serve per partecipare? Scarpe comode e voglia di conoscere persone nuove”, questo si legge nella pagina dell’evento.

Ora che le giornate diventano calde e soleggiate, cosa c’è di meglio di divertirsi e rinfrescarsi durante la serata? Con Seekers potrete fare esperienze nuove e anche vincere dei premi!

Allora, cosa state aspettando? Il 12 e 13 maggio dovete essere a Ferrara!

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Cosa fare un giorno di sole a Torino

Una settimana fa mi sono trasferita a Torino e sono stata quasi sopraffatta da tutte le novità che mi si sono poste davanti.

Una città grande, piena di locali, piazze, musei, eventi, cose da fare! Praticamente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io,però, rientro in quella tipologia di persone che se hanno troppe possibilità si bloccano e finiscono con il non fare niente.

Lo so, terribile. Ma, grazie anche a questo blog, sto cercando di darmi un pizzicotto e costringermi a buttarmi nella mischia.

Il mio primo venerdì a Torino è stata una giornata incredibile, piena di sole, né troppo calda né troppo fredda e così ho deciso di fare quello che ogni persona sana di mente avrebbe fatto: affittare una bici e fare un giro sul lungo Po!

Qui c’è un ottimo servizio di bici comunali che si chiama TObike: sono gialle e sono disponibili ovunque in città. Con una spesa di 30euro ho fatto l’abbonamento annuale al servizio, una assicurazione su furto e incidenti con terzi e ho caricato sulla mia carta 5euro di credito. Molto conveniente!

In alternativa, comunque, ci sono anche abbonamenti settimanali e giornalieri 😉

Ho anche la fortuna di trovare un’amica che, come me, ha tutta l’intenzione di esplorare e godersi al massimo la nuova città; quindi partiamo dal centro e ci avviamo verso Piazza Vittorio, uno degli “sbocchi” verso il Po. Già solo questa piazza vale la pena di essere visitata: da qui si ha una splendida vista della Grande Madre e delle verdi colline che lambiscono il fiume.

Una volta arrivate vicino al ponte scendiamo sul vero e proprio lungo Po e cominciamo il nostro giro in bicicletta in direzione Parco del Valentino. Io sono nata e cresciuta nella cosiddetta città delle biciclette e per me non esiste nulla di più rilassante di pedalare con il sole e il rilassante rumore del fiume che scorre.

La nostra idea originaria era andare al parco, ma il Valentino è off limit per tutti i veicoli con ruote, anche senza motore come le bici! Quindi, non volendo abbandonare le nostre fide compagne di avventura, abbiamo deciso di continuare lungo il Po. La giornata era così piacevole che quasi arriviamo al Lingotto senza accorgercene!

A quel punto decidiamo di attraversare il primo ponte e tornare indietro seguendo la riva opposta: mai idea fu migliore. Sull’altra riva abbiamo trovato una ciclabile ottima e una splendida visione di Torino (si vedeva perfino la Mole!).

Alla fine non ho dovuto fare altro che trovare la fermata TObike più vicina a casa mia e mettere a posto la bici.

In tutto il nostro giro è durato più o meno un’ora e mezza, il tempo ideale! Abbastanza per rilassarsi e non tanto da stancarsi.

Quindi se passate da Torinoi fatevi un favore: prendete una bici e rincorrete il fiume 🙂

Quando l’arte è per strada

L’ultima settimana di agosto avviene una magia. La mia città si anima e si riempie di musica come una creatura magica che si risveglia da un lungo sonno.

È il momento del Buskers Festival, importante evento di musicisti e artisti di strada che richiama persone da tutta Europa.

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Questa settimana è un momento importante per me. Quando ero adolescente e mi trovavo male in una città piccola e “provinciale” era l’unica settimana in cui sentivo persone parlare altre lingue e in cui mi sentivo parte di un mondo più grande. Crescendo ho fatto pace con Ferrara, ma il festival è rimasto importantissimo. Segna il punto più alto e la fine dell’estate. Mi dice che le vacanze sono finite, ma me lo dice con gentilezza, dandomi il miglior regalo per ultimo.

Non tutti lo amano, in fondo porta parecchio scompiglio, tanto rumore, tante persone. Ma io ne sono da sempre innamorata.

Si possono incontrare così tanti tipi di persone, si possono vedere strumenti originari di ogni parte del mondo, ci si può perdere nelle loro note… è magico!

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Adoro l’energia che vibra per le strade! Le persone si sentono lontane dalle incombenze di tutti i giorni e dalle abitudini: si vestono in modo più colorato, si improvvisano fotografi, giocolieri, comici e pittori. Avere tutta questa arte attorno ispira chiunque.

Se avete bisogno di un po’ d’incanto nella vostra vita, pensate di programmare una vacanza a Ferrara il prossimo agosto 🙂

E voi? Amate qualche festival in particolare? Nella vostra città si fa qualcosa di speciale? Fatemelo sapere nei commenti!


P.S. Presto riporterò qui su Osso Duro un piccolo progetto che porto avanti già da due edizioni del Festival… rimanete sintonizzati!

David di Donatello

Cioè: quando in Italia si fa davvero bene qualcosa.

Lo ammetto subito, è solo il secondo anno che guardo la serata degli “Oscar italiani” perché prima mi facevo prendere da quell’orribile sentimento esterofilo che prima o poi provano tutti gli aspiranti radical chic: se è italiano farà schifo.

Per fortuna crescendo(/invecchiando) sto diventando più saggia e quindi eccomi qui: entusiasta e fan sfegatata della serata dei David di Donatello.

L’anno scorso, come quest’anno, l’organizzazione è stata impeccabile. Le luci, i montaggi, i tempi sono tutti estremamente ben curati e la sensazione che si ha è di un vero e proprio spettacolo.

Cattelan è BRAVO. Ragazzi, che vi devo dire, io lo trovo veramente il top dei presentatori italiani per quanto riguarda format più giovani e/o internazionali. Si rifà moltissimo a personaggi come Jimmy Fallon, ma il punto è che lo fa bene. È un ottimo intrattenitore, buonissimi tempi comici (chiaramente bravi scrittori), presenza scenica ed è uno dei pochi che sa davvero l’inglese (avendo lavorato molti anni in America). Per presentare i cosiddetti Oscar italiani non c’è nessuno meglio di lui!

Opinione impopolare: detesto Benigni.

Ok, ora che mi odiate approfondisco: a Benigni è stato dato il David alla carriera e sinceramente mi sono stupita che non fosse ancora successo. Sembra che tutti nel mondo lo adorino, eppure io non lo sopporto. Da che ho memoria non l’ho mai sopportato. Non mi piace come persona e non mi piace come attore. E se sento un’altra volta qualcuno dire “buongiorno principessa” credo che tirerò fuori l’American Psycho che è in me e farò una strage.

Viceversa, che meraviglia il video iniziale intitolato “come fare un film per vincere un David”! Semplicemente geniale, un’auto-ironia magnifica! Fatto benissimo e esilarante 😀 peccato che non l’abbiano caricato ancora da nessuna parte, lo avrei condiviso volentieri!

Non approfondisco tanto sui premi, la vittoria di “la pazza gioia” di moltissimi premi fra cui Miglior Film era a mio parere piuttosto scontata. Fai il film sulle tipe coi problemi mentali, lo fai a dramma/commedia, ci metti un’attrice con due cognomi e hai fatto!

Molto meno scontate tutte quelle statuette a “Indivisibili”, un film che io personalmente non ho proprio visto passare in sala, nel senso che mi è parso passare molto sotto silenzio. E invece guardando i vari spezzoni mi è venuta una gran voglia di vederlo! I David sono anche questo, riscoprire quello che ogni tanto ci perdiamo mentre siamo accecati dal supereroe di turno 🙂

Ultima nota: è cominciato alle 21 ed è finito alle 23.30, meraviglia!! Altro che le 8 ore e passa degli Oscar!

Se non l’avete mai fatto, ricordatevi di guardare questa bella premiazione l’anno prossimo! 🙂
F.

La gita con Lloyd (a Bologna!)

Sapete quando vi coglie quel momento di follia in cui pensate “è venerdì, stavolta GIURO che farò qualcosa!” e cominciate a guardare “gli eventi di oggi vicino a te” su Facebook?

Quello in genere è il momento in cui io scrollo per mezz’ora, trovo un paio di cose che fooorse potrebbero interessarmi, poi mi rendo conto che fra le mie mani ho già un telefono su cui posso guardare Netflix e ritorno serenamente pigra.

Stavolta è andata diversamente (miracolo!).

Ero ancora a lavoro quando ho fatto la mia scrollata propositiva delle 17 e ho buttato l’occhio su qualcosa che si riferiva a “Vita con Lloyd”. Ohibò, proprio QUEL maggiordomo immaginario? Ebbene sì.

Leggo l’evento che mi dice:
OGGI ALLE 18
LIBRERIA UBIK, VIA IRNERIO 27
INCONTRO CON SIMONE TEMPIA

Beh, caspita… Via Irnerio è a due passi. Alle 18 potrei essere uscita dall’ufficio. Vita con Lloyd mi ha sempre incuriosito.
È talmente fattibile che mi spavento.
Ed è talmente fattibile che ci vado.

Riesco comunque ad arrivare in ritardo, ma guarda caso il moderatore riesce ad essere più in ritardo di me, che fortuna! (vabbè dai, si chiama culo)

Riesco così a non perdere neanche una parola dell’incontro.

Comincia col perché esiste questo maggiordomo immaginario. Per il motivo più banale e più dolce: un’enorme, orribile, devastante delusione d’amore. Una persona amata che ti abbandona e che ti lascia distrutto e apparentemente senza speranze. Classico, no?

Ed altrettanto classica è la sua reazione: scappa! Da Pavia si sposta a Bologna e viene ospitato proprio dal suo “amico di penna” Marco che lo aiuta e piano piano gli fa vedere le cose da un altro punto di vista.

E infatti, parlando della sua creazione, Simone afferma “Lloyd è un collettore di voci di persone per me importanti e una delle voci più forti è la tua, Marco.” La bromance è palpabile.

Il moderatore poi si risveglia dal momento romantico e si ricorda di dover porre qualche domanda; quindi chiede a Simone cosa gli abbia insegnato questo suo maggiordomo.

“Lloyd mi fa vergognare”

Se posso permettermi un riassunto sarebbe questo:

  • la vergogna
  • la capacità di attendere
  • il soffermarsi sulle cose
  • l’importanza dell’eleganza

Dice Simone: “Lloyd nei miei confronti ha un atteggiamento spietato, mi ha fatto riscoprire un sentimento antico che è stato spesso e volentieri sottovalutato: la vergogna”.

Ho apprezzato molto questo discorso, come anche il saper contare fino a 150 prima di fare o dire qualcosa e la volontà di “mettere le mani dentro le cose” invece che passarci sopra ed evitare di rifletterci. Tutto ciò ha dato ai miei occhi molta profondità a quei brevi dialoghi che leggiamo con tanta passione su Facebook.

Ci voleva questo damerino con la cravatta rossa e il gilet (che ammette di non possedere neanche un paio di jeans! Ma ci dovremmo credere? Sarà una hipster-facciata?) a farmi poi riflettere sull’importanza dell’eleganza, soprattutto sui social network. Raccontando di come i suoi “fans” avessero risposto educatamente ed elegantemente ad alcuni insulti espressi nei suoi confronti (anzi, della madre, bella gente!) mi è parso davvero molto fiero della comunità che si è creata attorno a questi personaggi e a questi dialoghi.

Una bella comunità in controtendenza che agli insulti risponde con l’eleganza.

Ok, se avete letto fino a qua: COMPLIMENTI PER LA PAZIENZA.

Ora, quello che tutti aspettavate: CURIOSITÀ SPICCIOLE!

  • Simone ha uno zio che vive in un’enorme casa con tanto di salone delle feste: è lì che è nato Lloyd!
  • C’è quasi stata una terza voce nei dialoghi: un gatto di nome Ego che avrebbe detto solo “me, mio, mia” (O miao? BA DUM TSS)
  • Ci sarà un romanzo e lì sì, ci saranno altri personaggi
  • Esiste un romanzo HORROR di Vita con Lloyd (mai pubblicato, purtroppo)

Detto ciò, dare una voce e un contesto a quei bei dialoghi è stata un’esperienza a dir poco stimolante e mi ha fatto piacere condividerla con voi 🙂

Ok, ora potete tornare a cercare eventi su Facebook per fare qualcosa domenica!

F.

P.S. Se per caso avete passato il tempo a chiedervi di cosa stessi parlando:
https://www.facebook.com/vitaconlloyd/
http://www.vitaconlloyd.com/