Gli autisti di autobus che si salutano

Come al solito, torno dopo una lunga assenza.

Non so quante volte sono “tornata” a un mio progetto invece che continuarlo.. Ma questa volta mi sento in qualche modo legittimata perché negli ultimi mesi ho fatto una cosa grandissima per la mia vita.

Anzi, per una volta posso davvero dire di aver cambiato la mia vita.

Ok, andiamo per ordine.

Negli ultimi mesi ho terminato il master di un anno che stavo seguendo a Torino (yeah!!) e poi ho trovato un tirocinio in una grande azienda e ho pensato che la mia vita fosse già su dei binari ben chiari.

I binari del precariato e della vaga e onnipresente insoddisfazione che purtroppo aleggia tanto sull’Italia in questi anni.

Invece no. Invece questa volta mi sono impuntata. Questa volta ho deciso di agire invece di sognare e basta. Questa volta ho voluto essere un osso duro. (Lo dovevo proprio dire :D)

Ho cercato un lavoro che mi appassionasse per due mesi e alla fine ce l’ho fatta… SONO A BERLINO!

Avete letto bene, ora vivo a Berlino e faccio un lavoro (non tirocinio) che adoro e sento di essermelo davvero guadagnato.

Ora che scrivo vivo qui da sole due settimane eppure ho già avuto tante sensazione tipiche degli espatriati. Ho sentito il brivido di eccitazione del cervello in fuga, ho avuto momenti di agitazione e gioia all’idea di vivere davvero in una grande capitale europea, mi sono sentita coraggiosa e forte… Ma non solo.

Ho anche avvertito i morsi, non della fame, ma della malinconia.

Ho sentito la mancanza dei miei genitori, quella dei miei amici mentre passeggiavo da sola il sabato pomeriggio, quella della mia città mentre mi perdevo in metropolitana.

Sono ancora la persona più felice della Terra per quello che sono riuscita a fare e per l’occasione che mi sono guadagnata, ma in alcuni momenti è un po’ difficile.

Però anche qui, quando due autobus si incrociano per strada, gli autisti alzano una mano, sorridono e si salutano silenziosamente.

 

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C’è un lavoro di cui non sapete nulla

Ebbene sì, l’ultima frontiera non è più l’entrepreneur, quella è roba da 2015!

Il nuovo lavoro di cui non avete mai sentito parlare è il Data Journalist! Cosa sarà mai quello che a prima vista sembra uno strano e inquietante ibrido?

È, in effetti, proprio un ibrido! Ma meno strano di quello che si potrebbe pensare.

Il Data Journalist è un cacciatore di storie, proprio come il giornalista, ma è anche a caccia di dati, come un data scientist.

Probabilmente vi siete già imbattuti in qualche articolo scritto da un data journalist, ed è ancora più probabile se leggete spesso articoli in inglese. Questa professione, infatti, è molto più diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna rispetto all’Italia.

Un articolo scritto da questa figura professionale si presenta come una storia basata su dati e statistiche, con molti link a studi scientifici e pieno di grafici esplicativi (che si ricollegano ad un’altra bellissima materia, Data Visualization, ma questa è un’altra storia!). Sono sicura che avete già visto articoli così!

Personalmente, mi sono imbattuta in questo lavoro perché mi sembra il perfetto connubio fra i miei studi universitari (statistica e data science) e la mia passione per la scrittura e il giornalismo (vedi, come tentativo, questo blog).

Considerata la diffusione delle fake news che purtroppo abbiamo negli ultimi anni nel nostro paese, credo proprio che ci vorrebbero più “giornalisti dei dati” che basino i proprio articoli su dati certi e basi scientifiche!

Questa professione vi interessa?

Ne vorreste sapere di più?

Intanto vi passo un paio di link che sono esempi di testate che si basano moltissimo sul data journalism (in inglese, per forza di cose!), poi magari farò qualche altro articolo al riguardo 😀

Link interessanti:

Il mese più difficile

Buon 2018!

Arrivo un po’ in ritardo, direte voi. È vero, ma gennaio è stato un mese difficile e non ho davvero trovato il tempo per respirare.

È stato l’ultimo mese di lontananza dal mio ragazzo che ha vissuto per un anno a Taipei, in Taiwan. È stato un mese in cui tutti continuavano a dirmi “ormai ci siamo”, “ce l’avete fatta”, “è quasi finita”, ma che in realtà mi è sembrato infinito.

Qualcuno di saggio mi ha detto la verità: “l’ultimo mese è quello più lungo”. Ed è stato proprio così! Pensavo che gli esami mi avrebbero distratto, ma lo hanno fatto solo in parte e nel frattempo continuavo a sentire una mancanza che sembrava sempre più grande e allo stesso tempo sempre più insensata.

Perché vi dico questo? Perché ci tengo davvero a dire a più persone possibili che alla fine CE LA SI FA.

Non spaventatevi per la distanza fisica fra voi e una persona amata! Sono solo chilometri, spazio geografico fra di voi, ma non deve essere necessariamente lontananza mentale o sentimentale.

Viviamo in un’era di meraviglie tecnologiche, ci sono i social network, ci sono le chat e le app per le videochiamate… usatele! Skype, FaceTime, Whatsapp, Messenger, ovviamente non vi potranno far abbracciare, ma vi assicuro che aiuteranno ad accorciare la distanza che vi separa.

Ma il consiglio più importante che mi sento di darvi è sempre e solo uno (anche per le coppie che vivono insieme o nella stessa città!): PARLATE. Parlate, parlate sempre. Di tutto, di qualsiasi cosa, in qualsiasi momento. Avete visto un video buffo con un cagnolino? Diteglielo! Avete saputo un gossip? Da riferire immediatamente! Vi sentite tristi? Probabilmente anche lui/lei si sente così, quindi non esiste cosa migliore del comunicarglielo.

Alla fine che siano settimane, mesi, un anno o più… passerà! E dopo voi sarete di nuovo lì, abbracciati a pensare che ne vale la pena.

Un anno di Osso Duro

Oggi WordPress mi ha fatto gli auguri per il primo anniversario dell’apertura di Osso Duro!

Molti di voi, però, ne hanno sentito parlare solo qualche mese dopo… questo perché ho aperto il mio blog seguendo l’ispirazione di un momento, ma c’ho messo un po’ ad essere sicura di aver fatto la cosa giusta!

Osso Duro sarà anche aperto da un anno, ma è ancora in fase di formazione perché continuo a cambiare idea su cosa voglio che questo blog sia.

Se vi ricordate, è cominciato come un blog molto riflessivo, fatto solo di post astratti in cui esprimevo alcuni pensieri. Poi, c’è stata la prima vera scintilla di illuminazione, quella di fare un blog in cui dare spazio alle persone e alle cose che mi piacciono e trovo coraggiose e fuori dagli schemi.

Ho cominciato con le interviste e piano piano la mia idea si è spostata sul trasformare il blog in un piccolo magazine in cui dare spazio anche agli eventi della mia città.

Presto, però, mi sono resa conto che questa opzione non era fattibile: ero da sola a scrivere e non avevo abbastanza tempo per raccogliere interviste, seguire gli eventi interessanti e stare anche al passo con l’attualità.

A questo punto (anche a seguito del mio trasferimento a Torino) sono stata qualche tempo senza scrivere nulla. Avevo bisogno di pensare e in più stavo cercando di trovare un mio equilibrio tra il vivere per la prima volta da sola, stare in una grande città e seguire i corsi (non proprio facili) del mio master in Data Science.

Alla fine sono giunta ad una conclusione: questo blog è MIO. È un angolo di internet solo mio, in cui posso esprimermi come voglio e in cui ho tutto lo spazio di cui necessito. Quindi Osso Duro è diventato (o tornato ad essere?) un blog personale, in cui il centro di tutto siamo io e le mie idee più disparate.

Ma visto che a quanto pare non sono ancora soddisfatta, in questi giorni mi sono trovata di nuovo a riflettere su cosa questo blog poteva essere. Non mi sembra ancora il mio prodotto finale… Dopo un anno, è ancora come se fosse una bozza di un progetto che però non mi è chiaro.

Sono abbastanza convinta che rimarrà un blog personale, ma stavo pensando di restringere il campo degli argomenti da trattare… o forse no?!

Insomma, come avrete capito vi aspettano altre evoluzioni e qualche cambiamento qui su Osso Duro, ma quello che non cambierà mai è l’impegno e la gioia con la quale condivido ogni mio pensiero con voi!

Intanto, grazie a chi ha letto anche un solo articolo del mio piccolo blog! Grazie per questo primo anniversario!

Voi avete qualche idea per l’evoluzione di Osso Duro?

Ci sono cose che vorreste vedere di meno o di più?

Fatemelo sapere nei commenti qui sotto, oppure sulla pagina Facebook o su Instagram! 🙂

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Perché non ho aperto il mio calendario dell’avvento per quasi una settimana

In un modo o nell’altro questo blog è diventato un’estensione di me. Una piccolissima parte di World Wide Web che è tutta mia. Per questo sento che sia giusto scrivere due righe su un avvenimento triste e che un po’ mi ha cambiato.

Chi mi segue sulla pagina Facebook si sarà (forse) accorto che per diversi giorni non ho condiviso la coccola giornaliera del mio calendario dell’avvento. Il motivo è che il 13 dicembre è venuta a mancare mia nonna.

Era l’ultima nonna che avevo. Questa cosa mi ha colpito profondamente.. c’è stato un momento, in mezzo allo shock e alla tristezza, in cui ho avuto questo pensiero lancinante: ora non ho più nonni.

Forse sbaglio, ma in qualche modo questa cosa mi è parsa come un momento “di passaggio” della mia vita. È forse questo il momento in cui smetto di essere una bambina?, mi sono chiesta. Non ho trovato una risposta a questa domanda.

Mia nonna era una persona incredibile, una nonna diversa da tutte le altre, e mi ha voluto un gran bene.

Questi sono gli avvenimenti per cui istintivamente ci blocchiamo e mettiamo in pausa la nostra vita, ma bisogna ricordarsi che tutte le persone che ci hanno voluto bene, anche se non ci sono più, vorrebbero solo vederci andare avanti e fare del nostro meglio per essere felici.

Il futuro è ancora lì, dietro l’angolo, ad aspettarci. Dobbiamo andargli incontro con tutta la gioia che possiamo!

Mando un abbraccio a tutti quelli che hanno nonni nei loro cuori! ❤️

10 cose su di me

Per tenere fede (haha) alla mia promessa di rendere il blog più personale, ecco a voi un elenco breve ma intenso di fatti che mi riguardano:

  1. Mi chiamo Federica, che vuol dire “regina della pace” e mi sono sempre rivista molto nel mio nome perché sono una persona estremamente diplomatica.
  2. Sto dedicando la mia vita alla strana scienza che si chiama Statistica in cui nulla è certo, ma tutt’al più probabile.
  3. Sono, purtroppo, una maniaca del controllo, ma sono anche estremamente pigra.
  4. Le mie passioni principali sono la fotografia e il cinema, ma ho anche sempre amato scrivere.
  5. Esiste un mio romanzo fantasy incompiuto, che solo alcuni hanno avuto il piacere di leggere.
  6. Vivo a Torino da pochi mesi che è sempre stata la mia città italiana preferita insieme a Bologna (dove ho studiato).
  7. In genere sono un grinch, ma quest’anno il Natale sta arrivando piano piano e lo sto prendendo meglio del solito. Questo anche grazie ai biscotti dell’Ikea.
  8. Ho impiegato 26 anni della mia vita (cioè tutti) ad avere un inglese degno di questo nome, non sono affatto portata per le lingue, ma questo non mi ferma dal cominciare un corso diverso ogni anno. So dire due frasi in tedesco, olandese, danese, coreano, cinese e ora ho cominciato un corso di francese.
  9. Il punto 9 lo devo probabilmente alla mia dolce metà, un uomo magnifico che da più di otto anni mi supporta (e sopporta) e che è un interprete di professione.
  10. Ho sempre la testa piena di idee di ogni tipo e certe volte penso davvero che mi scoppi il cervello per quante cose penso contemporaneamente. La mia soluzione è scrivere liste. Liste di cose da fare, liste di desideri, liste di progetti, adoro le liste!

Ecco qui, queste sono 10 cose che mi riguardano!

È strano, all’inizio pensavo di non riuscire a pensarne neanche 5, ma dopo averle scritte mi sembra di non aver neanche sfiorato la superficie.

C’è qualcosa di questi 10 punti che vi interessa? Vorreste qualche approfondimento?

Fatemelo sapere! 🙂

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Foto: Eva Munter

Più Federica in Osso Duro

Salve ossi duri!

Mi ritrovo a scrivere questo articolo dopo un lungo periodo di riflessione. In questi ultimi due mesi circa ho cominciato un nuovo percorso importantissimo per la mia vita lavorativa e mi sono ritrovata di nuovo piena di impegni dopo un periodo relativamente tranquillo.

Non solo questo mi ha tolto il tempo che avevo per scrivere, ma mi ha anche costretto a pormi diverse domande: posso riuscire a mandare avanti il blog? Ne vale la pena? Ruberebbe troppo tempo al mio lavoro? Tutte domande normali e giuste da porsi, credo.

Il risultato di tutto questo pensare è stato che sì, voglio andare avanti e non voglio buttare via un progetto in cui credo così tanto! D’altra parte, però, mi sono resa conto di tante piccole cose che secondo me vanno un po’ cambiate, aggiustate, migliorate.

La prima cosa che mi viene da dire è che rileggendo ciò che ho scritto finora mi sembra di essere sempre rimasta sullo sfondo delle mie stesse idee.

Alla fine di ogni articolo metto la mia firma, un tratto nero in cui si legge “Federica”, ma il mio nome mi sembra quasi un elemento estraneo a tutto il resto e voglio che questo cambi. Voglio rendere tutto più mio, voglio condividere più cose di me, voglio mettere molta più Federica in Osso Duro!

Osso Duro non dev’essere un guscio vuoto, un progetto senza un’anima! È una mia creatura e non è giusto abbandonarla a sé stessa 🙂

Quindi preparatevi perché andrò sul personale e mi impegnerò sempre di più a mettere tanto di mio in queste pagine!

Per cominciare: avete qualche curiosità su di me? C’è qualcosa di particolare che vorreste sapere? Chiedete senza freni!!

A presto