10 cose su di me

Per tenere fede (haha) alla mia promessa di rendere il blog più personale, ecco a voi un elenco breve ma intenso di fatti che mi riguardano:

  1. Mi chiamo Federica, che vuol dire “regina della pace” e mi sono sempre rivista molto nel mio nome perché sono una persona estremamente diplomatica.
  2. Sto dedicando la mia vita alla strana scienza che si chiama Statistica in cui nulla è certo, ma tutt’al più probabile.
  3. Sono, purtroppo, una maniaca del controllo, ma sono anche estremamente pigra.
  4. Le mie passioni principali sono la fotografia e il cinema, ma ho anche sempre amato scrivere.
  5. Esiste un mio romanzo fantasy incompiuto, che solo alcuni hanno avuto il piacere di leggere.
  6. Vivo a Torino da pochi mesi che è sempre stata la mia città italiana preferita insieme a Bologna (dove ho studiato).
  7. In genere sono un grinch, ma quest’anno il Natale sta arrivando piano piano e lo sto prendendo meglio del solito. Questo anche grazie ai biscotti dell’Ikea.
  8. Ho impiegato 26 anni della mia vita (cioè tutti) ad avere un inglese degno di questo nome, non sono affatto portata per le lingue, ma questo non mi ferma dal cominciare un corso diverso ogni anno. So dire due frasi in tedesco, olandese, danese, coreano, cinese e ora ho cominciato un corso di francese.
  9. Il punto 9 lo devo probabilmente alla mia dolce metà, un uomo magnifico che da più di otto anni mi supporta (e sopporta) e che è un interprete di professione.
  10. Ho sempre la testa piena di idee di ogni tipo e certe volte penso davvero che mi scoppi il cervello per quante cose penso contemporaneamente. La mia soluzione è scrivere liste. Liste di cose da fare, liste di desideri, liste di progetti, adoro le liste!

Ecco qui, queste sono 10 cose che mi riguardano!

È strano, all’inizio pensavo di non riuscire a pensarne neanche 5, ma dopo averle scritte mi sembra di non aver neanche sfiorato la superficie.

C’è qualcosa di questi 10 punti che vi interessa? Vorreste qualche approfondimento?

Fatemelo sapere! 🙂

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Foto: Eva Munter

Le 5 pagine Facebook che tutti i nerd dovrebbero seguire

Oggi voglio fare una dichiarazione: io sono nerd!

Questa è una di quelle dichiarazioni che ha perso importanza negli ultimi anni, più o meno da quando hanno creato The Big Bang Theory e un po’ tutto il fenomeno nerd è stato messo alla berlina o, d’altra parte, è diventato di moda.

Però i fatti rimangono e quindi continuo a portare la bandiera “nerd” con fierezza!

Eccovi, quindi, 5 “piccole” pagine che secondo me vale la pena seguire 😀

  1. In Bianco e Nerd: è una pagina che include un po’ di tutto, dalla scienza ai telefilm e regala un sacco di notizie interessanti. La pagina è collegata al blog di Francesco Mugnai: inbiancoenerd.com/ che ha una bellissima grafica e su cui si legge “Niente politica, niente menate, zero paranoie. Senza stress, che già ne abbiamo abbastanza”. Quanta verità!
  2. Advanced Nerds: La pagina del fumettista campano The Marius è una chicca perché non solo è ricca di notizie interessanti, ma ha il valore aggiunto delle sue strisce originali piene di ironia e, ovviamente, nerdosità (con un occhio particolare al D&D)!
  3. Mondo Nerd: Classica pagina (e blog: mondonerd.it/) di miscellanea nerd, con uno sguardo approfondito sui fumetti. Particolarità: hanno fatto anche un podcast che, secondo quello che c’è scritto nella pagina, dovrebbe tornare a breve!
  4. Nerd Community: Questa è una pagina in inglese, ma vi consiglio comunque di andarla a vedere! È stata creata in modo specifico per gli studenti e per aiutarsi a vicenda nel mondo della scuola e dell’Università. Attenzione: potrebbe esservi utile anche se state pensando di proseguire gli studi negli Stati Uniti!
  5. Il Generale Cluster: Questa è una pagina un po’ diversa, perché è stata creata per i Data Scientists (Cosa sono? Cosa fanno? Vi interessa? Io sono una data scientist!) e quindi si occupa un po’ di programmazione, un po’ di statistica… Ma è fatto davvero bene, quindi nel dubbio dateci un’occhiata! Nelle informazioni della pagina si legge “Il generale Cluster è un data scientist, ma a cavallo. Anche il suo cavallo è un data scientist. Ma questa è un’altra storia.” Curiosi?! 😉

Più Federica in Osso Duro

Salve ossi duri!

Mi ritrovo a scrivere questo articolo dopo un lungo periodo di riflessione. In questi ultimi due mesi circa ho cominciato un nuovo percorso importantissimo per la mia vita lavorativa e mi sono ritrovata di nuovo piena di impegni dopo un periodo relativamente tranquillo.

Non solo questo mi ha tolto il tempo che avevo per scrivere, ma mi ha anche costretto a pormi diverse domande: posso riuscire a mandare avanti il blog? Ne vale la pena? Ruberebbe troppo tempo al mio lavoro? Tutte domande normali e giuste da porsi, credo.

Il risultato di tutto questo pensare è stato che sì, voglio andare avanti e non voglio buttare via un progetto in cui credo così tanto! D’altra parte, però, mi sono resa conto di tante piccole cose che secondo me vanno un po’ cambiate, aggiustate, migliorate.

La prima cosa che mi viene da dire è che rileggendo ciò che ho scritto finora mi sembra di essere sempre rimasta sullo sfondo delle mie stesse idee.

Alla fine di ogni articolo metto la mia firma, un tratto nero in cui si legge “Federica”, ma il mio nome mi sembra quasi un elemento estraneo a tutto il resto e voglio che questo cambi. Voglio rendere tutto più mio, voglio condividere più cose di me, voglio mettere molta più Federica in Osso Duro!

Osso Duro non dev’essere un guscio vuoto, un progetto senza un’anima! È una mia creatura e non è giusto abbandonarla a sé stessa 🙂

Quindi preparatevi perché andrò sul personale e mi impegnerò sempre di più a mettere tanto di mio in queste pagine!

Per cominciare: avete qualche curiosità su di me? C’è qualcosa di particolare che vorreste sapere? Chiedete senza freni!!

A presto

Cosa fare un giorno di sole a Torino

Una settimana fa mi sono trasferita a Torino e sono stata quasi sopraffatta da tutte le novità che mi si sono poste davanti.

Una città grande, piena di locali, piazze, musei, eventi, cose da fare! Praticamente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io,però, rientro in quella tipologia di persone che se hanno troppe possibilità si bloccano e finiscono con il non fare niente.

Lo so, terribile. Ma, grazie anche a questo blog, sto cercando di darmi un pizzicotto e costringermi a buttarmi nella mischia.

Il mio primo venerdì a Torino è stata una giornata incredibile, piena di sole, né troppo calda né troppo fredda e così ho deciso di fare quello che ogni persona sana di mente avrebbe fatto: affittare una bici e fare un giro sul lungo Po!

Qui c’è un ottimo servizio di bici comunali che si chiama TObike: sono gialle e sono disponibili ovunque in città. Con una spesa di 30euro ho fatto l’abbonamento annuale al servizio, una assicurazione su furto e incidenti con terzi e ho caricato sulla mia carta 5euro di credito. Molto conveniente!

In alternativa, comunque, ci sono anche abbonamenti settimanali e giornalieri 😉

Ho anche la fortuna di trovare un’amica che, come me, ha tutta l’intenzione di esplorare e godersi al massimo la nuova città; quindi partiamo dal centro e ci avviamo verso Piazza Vittorio, uno degli “sbocchi” verso il Po. Già solo questa piazza vale la pena di essere visitata: da qui si ha una splendida vista della Grande Madre e delle verdi colline che lambiscono il fiume.

Una volta arrivate vicino al ponte scendiamo sul vero e proprio lungo Po e cominciamo il nostro giro in bicicletta in direzione Parco del Valentino. Io sono nata e cresciuta nella cosiddetta città delle biciclette e per me non esiste nulla di più rilassante di pedalare con il sole e il rilassante rumore del fiume che scorre.

La nostra idea originaria era andare al parco, ma il Valentino è off limit per tutti i veicoli con ruote, anche senza motore come le bici! Quindi, non volendo abbandonare le nostre fide compagne di avventura, abbiamo deciso di continuare lungo il Po. La giornata era così piacevole che quasi arriviamo al Lingotto senza accorgercene!

A quel punto decidiamo di attraversare il primo ponte e tornare indietro seguendo la riva opposta: mai idea fu migliore. Sull’altra riva abbiamo trovato una ciclabile ottima e una splendida visione di Torino (si vedeva perfino la Mole!).

Alla fine non ho dovuto fare altro che trovare la fermata TObike più vicina a casa mia e mettere a posto la bici.

In tutto il nostro giro è durato più o meno un’ora e mezza, il tempo ideale! Abbastanza per rilassarsi e non tanto da stancarsi.

Quindi se passate da Torinoi fatevi un favore: prendete una bici e rincorrete il fiume 🙂

Quando l’arte è per strada

L’ultima settimana di agosto avviene una magia. La mia città si anima e si riempie di musica come una creatura magica che si risveglia da un lungo sonno.

È il momento del Buskers Festival, importante evento di musicisti e artisti di strada che richiama persone da tutta Europa.

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Questa settimana è un momento importante per me. Quando ero adolescente e mi trovavo male in una città piccola e “provinciale” era l’unica settimana in cui sentivo persone parlare altre lingue e in cui mi sentivo parte di un mondo più grande. Crescendo ho fatto pace con Ferrara, ma il festival è rimasto importantissimo. Segna il punto più alto e la fine dell’estate. Mi dice che le vacanze sono finite, ma me lo dice con gentilezza, dandomi il miglior regalo per ultimo.

Non tutti lo amano, in fondo porta parecchio scompiglio, tanto rumore, tante persone. Ma io ne sono da sempre innamorata.

Si possono incontrare così tanti tipi di persone, si possono vedere strumenti originari di ogni parte del mondo, ci si può perdere nelle loro note… è magico!

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Adoro l’energia che vibra per le strade! Le persone si sentono lontane dalle incombenze di tutti i giorni e dalle abitudini: si vestono in modo più colorato, si improvvisano fotografi, giocolieri, comici e pittori. Avere tutta questa arte attorno ispira chiunque.

Se avete bisogno di un po’ d’incanto nella vostra vita, pensate di programmare una vacanza a Ferrara il prossimo agosto 🙂

E voi? Amate qualche festival in particolare? Nella vostra città si fa qualcosa di speciale? Fatemelo sapere nei commenti!


P.S. Presto riporterò qui su Osso Duro un piccolo progetto che porto avanti già da due edizioni del Festival… rimanete sintonizzati!

I momenti persi

Stamattina Ferrara si è svegliata con una notizia immensamente triste: un uomo ha commesso un omicidio-suicidio e parte del suo negozio è andato a fuoco. Già questo basta per sconvolgere una città abituata (più o meno) alla pace, ma in più questo negozio non era uno qualunque, era uno di quelli che non si trovano più in giro.

Era un antiquario e chissà quanti dei cittadini della mia città ci sono passati davanti e si sono incuriositi… Di sicuro io l'ho fatto diverse volte.

Non voglio parlare del gesto di per sé, chi sono io per addentrarmi nelle realtà di quella famiglia che non conoscevo, posso solo addolorarmi. Mi piacerebbe, invece, parlare di quello che rimane alla città e cioè cenere. Quel bel negozio nascosto nei meandri dei vicoli del centro storico con i caratteristici ciottoli per terra e i grandi portoni di legno, ce l'ho davanti agli occhi come se lo stessi guardando adesso.

E invece non c'è più. Non ci sono più tutti quegli strani oggetti, tutte quelle cose che sembravano urlare "io porto con me una storia, o forse mille!". E cosa mi rimane? Purtroppo, rimpianto. Solo pochi giorni fa ci ero passata davanti, avevo sbirciato dentro come facevo sempre e avevo pensato "magari un giorno prendo la reflex e vengo a fare qualche foto e quattro chiacchiere col proprietario. Chissà quante storie interessanti!"

Avevo pensato che sarebbe stata un bell'articolo proprio per questo blog. Però, dopo averlo pensato, sono tornata a casa e non ho fatto niente. E non ho fatto niente neanche il giorno dopo, né quello dopo ancora e così via fino a questa mattina in cui non c'era più niente da fare.

Non voglio che questa mia riflessione sia un motivo di tristezza, vorrei anzi che questo spronasse tutti voi e me per prima ad agire e a farlo il prima possibile!

Quante volte siamo incappati nelle frasi motivazionali che ci dicono che oggi è l'unica cosa che abbiamo, che dovremmo vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo e cose del genere? Ecco, a me tutte quelle declinazioni del buon vecchio Carpe Diem sono sempre sembrate ridondanti e anche vuote di significato. Si fa presto a dire non rimandare a domani quello che potresti fare oggi, però le persone hanno impegni, devono andare a lavoro, devono cucinare e mettere a letto i bambini. Pensandola in questo modo non mi sono mai sentita particolarmente in colpa di essere una procrastinatrice professionista… fino ad oggi.

Fino a stamattina, quando mi sono svegliata e se anche avessi preso la mia reflex e mi fossi fiondata in centro non avrei comunque trovato più nulla da fotografare.

Quindi, davvero, se avete qualcosa in mente, un piccolo o un grande desiderio, cominciate a pensarci subito. Ovviamente tutti noi abbiamo cose da fare e non sempre si può esaudire immediatamente i propri sogni, ma cominciate ad organizzarvi. Cominciate a farvi una lista delle cose che vorreste realizzare e cominciate subito a fare quelle più semplici!

Ma davvero, non aspettate. Io, per quanto mi sarà possibile, cercherò di non farlo più.

P.s. Ci sono state persone più brave di me che non hanno aspettato e guardate che bell'articolo che ne è uscito: http://www.listonemag.it/2016/03/07/magie-fuori-dal-tempo-nellantro-di-piazzetta-bartolucci/
 Foto di Giulia Paratelli

L’anima (quasi) persa delle librerie

È un lunedì mattina caldissimo e mi trovo a Termoli, una piccola città del Molise che sento mia non per natalità, ma per amore.

Ho un’ora e mezza da perdere tra un impegno e l’altro e decido di rintracciare l’unica libreria del centro per poi mettermi a leggere un libro sulla spiaggia. Sì, avete letto bene, l’UNICA libreria.

Entro in questo splendido angolo di cultura che si chiama Il Ponte e comincio ad aggirarmi fra gli scaffali felice come una pasqua. Non solo è molto ben fornita, ma si respira quell’aria di intimità col libro che non si riesce ad avvertire nelle grandi librerie.

Mentre sto ancora decidendo cosa comprare entra un bambino sugli 11/12 anni. “Ciao, vorrei un consiglio.” Io mi volto, già incuriosita. “Un consiglio di lettura?” “Sì, un libro sulla guerra da leggere per scuola.”

Il signore che era alla cassa lo porta in un angolo della libreria, afferra un libro da uno scaffale in alto e glielo porge dicendo “Questo è bello, fidati, l’ho letto anch’io!” A questo punto ho le lacrime agli occhi; una scena così non la vedevo da anni.

Alla fine il ragazzino se ne va soddisfatto e io mi avvicino alla cassa per pagare il mio libro (mi sono arresa alla mia passione per i thriller scandinavi). A quel punto chiedo come se la passano in una libreria indipendente.

“Ah, a me fa sempre ridere che io non ho mai deciso di essere una libreria cosiddetta indipendente, mi ci hanno fatto diventare!” Chi mi risponde, fra il malinconico e il divertito, è il signor Luigi, il proprietario.

Mi fermo a parlare e lui mi racconta molte cose interessanti. Mi conferma che è difficile lavorare nel mondo dell’editoria che col tempo si è trasformato in un monopolio o quasi: dall’editoria alla distribuzione i giganti sono solo due: Mondadori(che distribuisce anche Feltrinelli) e Messaggerie libri (sue sono Ubik, IBS e Il Libraccio, per intenderci).

È per questo che la sua libreria è diventata “indipendente”. “Sono contenta che riusciate comunque a stare aperti!” dico con sincero entusiasmo. “Ci salvate voi donne e i bambini! Le donne leggono molto di più, siete proprio superiori.” si lascia sfuggire Luigi.

Ma non c’è da disperare, Il Porto è una libreria fiera di sé stessa. È stata scelta per il sesto anno consecutivo come libreria di riferimento per il Molise per il premio SuperMondello!

Cos’è il premio Mondello? Se non lo sapete non siete gli unici, purtroppo non è molto conosciuto. Trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale. Comunque, per darvi un’idea, viene scelta UNA SOLA libreria per regione e queste librerie, particolarmente attive sul territorio, scelgono 5 lettori per far parte della giuria e decidere chi vincerà il SuperMondello. Si sente la mancanza di questo stretto legame fra “industria” del libro e lettore.

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A questo punto il signor Luigi si sente di consigliarmi un libro proprio come aveva fatto poco prima col bambino e io, sinceramente, non aspettavo altro. Va a prendermi un libro dal titolo “Città distrutte” e dice che dietro c’è una storia carina.

È il libro che ha vinto il primo anno in cui hanno fatto parte del Mondello ed è una raccolta di biografie inventate, ma incentrate su personaggi realmente esistiti. Uno di questi? Un compaesano del signor Luigi che è di Santa Croce… che è il paese da cui viene il padre del mio ragazzo, motivo per cui sono a Termoli.

Io compro il libro e il cerchio si chiude.

P.s. Questo è il loro sito: http://www.libreria.termoli.cb.it/ e li trovate anche su Facebook!

Storie di Ossi Duri – Giorgia

Qual è il tuo animale preferito? Quasi tutti rispondono il cane, il gatto, il cavallo… Ma c’è chi risponde: la seppia.

Giorgia fa una cosa bellissima: disegna gioielli. E ci mette tutta sé stessa e tutto il suo sentimento.

Parliamo di gioielli, ma tu non ne indossi mai.

È vero, so che sembra una contraddizione, ma per me il gioiello non è un oggetto necessario per sentirsi belle, quanto in realtà può essere un mezzo per comunicare un’emozione, che è molto più importante.

È chiaro che per te l’emotività sia fondamentale nel processo artistico che porta i tuoi gioielli dalla carta dei tuoi disegni al pacco finale.

Assolutamente! Prendi la collezione “De Profundis”: non si trovano tante seppie nel mondo dei gioielli! Ma c’è un motivo se ho scelto questo animale. Io vivo da sempre sul mare (a Termoli, in Molise, ndr) e ricordo i giorni dopo le mareggiate in cui andavo a fare passeggiate con mio padre sulla spiaggia e trovavamo tanti ossi di seppia sulla sabbia… è davvero un bel ricordo.

Inoltre, tu ti rivedi personalmente in questo animale.

Sì, è un animale buffo, non si sforza di essere bello e nonostante questo è bello lo stesso, basta guardare un po’ oltre! E poi la seppia è elegante. Non sul banco del pesce, ovviamente! Ma quando la vedi nel mare, nel suo ambiente naturale, è splendida; cambia colore, si muove velocissima e con un’eleganza fuori dal normale. Io mi sento così, mi sento di risplendere solo quando sono nel mio ambiente, con le persone che amo.

Infatti, anche il concetto di famiglia, di amore e di casa è presente nelle tue creazioni.

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La mia creazione Home ovviamente parla di questo, del mio desiderio di casa. Ho sempre avuto un rapporto difficile con i miei genitori e infatti adesso non cerco l’idea di famiglia “classica”, non mi interessa. Ora mi interessa solo l’amore, ho un rapporto con un uomo che ha tre figli da un’altra donna, ma ciò non mi impedisce di sentirli miei. L’importante è tenersi stretto quello che si sente come famiglia.

Infatti a me della casetta piace moltissimo che il cuore non è fisso, ma è libero di muoversi. Dà proprio l’idea di un concetto meno rigido di casa e di famiglia.

Grazie, è proprio così! In più, la mia casa ha due cuori, ce n’è anche uno vicino alla chiusura, che poggia sulla nuca.

Qualche idea sui prossimi progetti?

Vorrei fare qualcosa riguardo ai nostri amici cani e gatti e il massimo sarebbe collaborare con il Progetto Quasi, loro sono fantastici!

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Ci tengo a concludere mettendo in evidenza il lavoro magnifico che fai con i pacchi in cui spedisci i tuoi gioielli ai clienti.

Io adoro il momento in cui costruisco le scatole! Faccio di tutto perché l’esperienza coinvolga tutti e cinque i sensi. Nella scatola del “De Profundis”, per esempio si trova una Moleskine, una candela della Yankee Candle e del tè. Io adoro queste due marche, ma la cosa che mi piacerebbe di più in assoluto sarebbe riuscire a collaborare con altri artisti e artigiani e rendere la mia scatola totalmente originale.

Avete sentito? Se siete degli artisti e vi piace il lavoro di Giorgia, non esitate a contattarla per una collaborazione! E ovviamente contattatela anche se volete acquistare i suoi gioielli 🙂

Fatevi un giro sulla pagina Etsy di Giorgia: https://www.etsy.com/shop/KoeJewels

e seguitela su Facebook: https://www.facebook.com/koejewels/

 

Foto di Adriana Napolitano e Paolo Iafratta

Mantra

mantra s. m., sanscr. [propr. «strumento del pensiero», der. di man– «pensare» col suff. –tra, che ha valore strumentale]

I mantra, si sa, sono frasi brevissime che hanno il potere di calmarci o di buttarci giù.

Quante volte vi hanno detto “se continui a dire che non ce la farai mai, finirà davvero che non ce la farai”?

E ogni volta ci viene da pensare “ma figuriamoci, come se una frase che io ho nella mia testa possa cambiare effettivamente qualcosa”.

Invece è proprio così. Non ci rendiamo abbastanza conto del potere del nostro stesso pensiero di cui il mantra è uno strumento, come ci dice la definizione.

Un pensiero può cambiare tutto.

Pensare qualcosa è in realtà il primo passo necessario per farlo!

Quando una cosa è importante per voi dite che avete “un pensiero fisso”, no? E allora liberatelo! Dategli l’importanza e la dignità che merita e vi stupirete di quante cose riuscite a fare con solo la forza di un singolo pensiero!

Quindi il mio messaggio per voi oggi è questo: non minimizzate l’importanza di quel pensiero che continua a frullarvi in testa, non provate ad ignorarlo perché lui non se ne andrà. Create, invece, un buon mantra per lui! Un mantra che vi aiuti ad esprimere quel pensiero e a trasformarlo in realtà.

F.

Foto di Giulia Nascimbeni

Storie di Ossi Duri – Arianna

Arianna è stata il perno fondamentale di un mio cambiamento. Lei è riuscita a farmi fare pace con il corpo semplicemente facendomi ballare!

Il progetto “Osso Duro” vuole enfatizzare e celebrare la forza in tutte le sue forme, soprattutto quella delle persone che se lo meritano; le persone che sanno dare qualcosa al mondo, quelle che non si fanno fermare dagli ostacoli e che brillano senza oscurare gli altri.

Chi è Arianna Lodato?

Ho 26 anni e mi sono da poco laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione. In questo momento ho un buon posto in un’azienda di Ferrara (la città natale mia e di Arianna, ndr) che mi rende molto serena, ma soprattutto da due anni e mezzo a questa parte continuo il mio lavoro con classi di danza innovative.

Innovative è la parola chiave. Perché le definisci così?

Stiamo parlando di Dancehall e Twerk, dei tipi di danza che sono esplose nell’ultimo periodo e che ancora non sono particolarmente diffuse in Italia. La mia fortuna è stata quella di avere la lungimiranza di “captare” il Twerk molto velocemente e questo mi ha portato ad essere in pratica l’unica referente ferrarese. Anche Dancehall non è molto praticata nel nord Italia, di più al sud.

 

Ma tu non ti vuoi fermare alla Dancehall o al Twerk.

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Di attitudine Arianna ne ha da vendere!

No, infatti. In questi ultimi anni ho prima trasformato la tecnica di Twerk in un vero e proprio allenamento (lo chiama infatti Twerkout, ndr) e ora sto cominciando un percorso sulla femminilità. Voglio proporre dei nuovi corsi che non siano solo allenamenti o lezioni di danza, ma che approfondiscano il concetto di “attitudine”. Credo che sia quello che manca nel panorama attuale della danza, quel qualcosa in più, la ciliegina sulla torta!

 

Questo è proprio il concetto che ti porta in questo blog. Il fatto che quando ho seguito il tuo corso non mi sono sentita come se mi stessi insegnando dei passi di danza, ma come se mi stessi facendo apprezzare la mia personale femminilità. Finalmente quando ballavo riuscivo a liberare la mia “attitudine” e a sentirmi bene con me stessa mentre lo facevo!

Sì, è proprio questo quello a cui punto! La danza dovrebbe essere sempre questo, farti esprimere e farti stare bene con te stessa. Sono stata anche a Udine e Pordenone lavorando con un corso di Pole Dance dove ovviamente abbiamo lavorato sulla femminilità e sulla sensualità. Oramai ho fatto davvero mio questo concetto e cerco di passarlo a tutte le mie alunne.

Quindi quando insegni parli di femminilità, di sensualità e quando balli si vede chiaramente. Qualcuno ti ha mai giudicato per questo?

Assolutamente no. Questa è una cosa di cui mi sono stupita positivamente, nessuno si è mai sognato di darmi della poco di buono.

Questo è importantissimo.

Sai cos’è? Credo che le persone abbiano visto soprattutto la mia energia, prima ancora della sensualità. Ho cominciato ad insegnare perché avevo tanto da dare e gli altri se ne sono accorti.

Qualche anno fa avevo parecchi chili in più, ero goffa quando ballavo e non mi sentivo così sicura di me! Credo davvero nel “volere è potere” applicato a tutti gli aspetti della vita. È inutile, sulle cose si deve sbattere la testa ancora e ancora, si deve lavorare tanto, ma se ci credi davvero allora puoi fare qualsiasi cosa.

Concordo pienamente! Quindi in conclusione, perché sei un Osso Duro?

Perché non ho mai smesso di lavorare e di credere nei miei sogni. Perché ora sto vivendo il momento più felice della mia vita e me lo sono guadagnato lavorando sodo per tanto tempo, senza mai arrendermi.

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Ps: Seguite Arianna su Facebook!