Mantra

mantra s. m., sanscr. [propr. «strumento del pensiero», der. di man– «pensare» col suff. –tra, che ha valore strumentale]

I mantra, si sa, sono frasi brevissime che hanno il potere di calmarci o di buttarci giù.

Quante volte vi hanno detto “se continui a dire che non ce la farai mai, finirà davvero che non ce la farai”?

E ogni volta ci viene da pensare “ma figuriamoci, come se una frase che io ho nella mia testa possa cambiare effettivamente qualcosa”.

Invece è proprio così. Non ci rendiamo abbastanza conto del potere del nostro stesso pensiero di cui il mantra è uno strumento, come ci dice la definizione.

Un pensiero può cambiare tutto.

Pensare qualcosa è in realtà il primo passo necessario per farlo!

Quando una cosa è importante per voi dite che avete “un pensiero fisso”, no? E allora liberatelo! Dategli l’importanza e la dignità che merita e vi stupirete di quante cose riuscite a fare con solo la forza di un singolo pensiero!

Quindi il mio messaggio per voi oggi è questo: non minimizzate l’importanza di quel pensiero che continua a frullarvi in testa, non provate ad ignorarlo perché lui non se ne andrà. Create, invece, un buon mantra per lui! Un mantra che vi aiuti ad esprimere quel pensiero e a trasformarlo in realtà.

F.

Foto di Giulia Nascimbeni

Storie di Ossi Duri – Arianna

Arianna è stata il perno fondamentale di un mio cambiamento. Lei è riuscita a farmi fare pace con il corpo semplicemente facendomi ballare!

Il progetto “Osso Duro” vuole enfatizzare e celebrare la forza in tutte le sue forme, soprattutto quella delle persone che se lo meritano; le persone che sanno dare qualcosa al mondo, quelle che non si fanno fermare dagli ostacoli e che brillano senza oscurare gli altri.

Chi è Arianna Lodato?

Ho 26 anni e mi sono da poco laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione. In questo momento ho un buon posto in un’azienda di Ferrara (la città natale mia e di Arianna, ndr) che mi rende molto serena, ma soprattutto da due anni e mezzo a questa parte continuo il mio lavoro con classi di danza innovative.

Innovative è la parola chiave. Perché le definisci così?

Stiamo parlando di Dancehall e Twerk, dei tipi di danza che sono esplose nell’ultimo periodo e che ancora non sono particolarmente diffuse in Italia. La mia fortuna è stata quella di avere la lungimiranza di “captare” il Twerk molto velocemente e questo mi ha portato ad essere in pratica l’unica referente ferrarese. Anche Dancehall non è molto praticata nel nord Italia, di più al sud.

 

Ma tu non ti vuoi fermare alla Dancehall o al Twerk.

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Di attitudine Arianna ne ha da vendere!

No, infatti. In questi ultimi anni ho prima trasformato la tecnica di Twerk in un vero e proprio allenamento (lo chiama infatti Twerkout, ndr) e ora sto cominciando un percorso sulla femminilità. Voglio proporre dei nuovi corsi che non siano solo allenamenti o lezioni di danza, ma che approfondiscano il concetto di “attitudine”. Credo che sia quello che manca nel panorama attuale della danza, quel qualcosa in più, la ciliegina sulla torta!

 

Questo è proprio il concetto che ti porta in questo blog. Il fatto che quando ho seguito il tuo corso non mi sono sentita come se mi stessi insegnando dei passi di danza, ma come se mi stessi facendo apprezzare la mia personale femminilità. Finalmente quando ballavo riuscivo a liberare la mia “attitudine” e a sentirmi bene con me stessa mentre lo facevo!

Sì, è proprio questo quello a cui punto! La danza dovrebbe essere sempre questo, farti esprimere e farti stare bene con te stessa. Sono stata anche a Udine e Pordenone lavorando con un corso di Pole Dance dove ovviamente abbiamo lavorato sulla femminilità e sulla sensualità. Oramai ho fatto davvero mio questo concetto e cerco di passarlo a tutte le mie alunne.

Quindi quando insegni parli di femminilità, di sensualità e quando balli si vede chiaramente. Qualcuno ti ha mai giudicato per questo?

Assolutamente no. Questa è una cosa di cui mi sono stupita positivamente, nessuno si è mai sognato di darmi della poco di buono.

Questo è importantissimo.

Sai cos’è? Credo che le persone abbiano visto soprattutto la mia energia, prima ancora della sensualità. Ho cominciato ad insegnare perché avevo tanto da dare e gli altri se ne sono accorti.

Qualche anno fa avevo parecchi chili in più, ero goffa quando ballavo e non mi sentivo così sicura di me! Credo davvero nel “volere è potere” applicato a tutti gli aspetti della vita. È inutile, sulle cose si deve sbattere la testa ancora e ancora, si deve lavorare tanto, ma se ci credi davvero allora puoi fare qualsiasi cosa.

Concordo pienamente! Quindi in conclusione, perché sei un Osso Duro?

Perché non ho mai smesso di lavorare e di credere nei miei sogni. Perché ora sto vivendo il momento più felice della mia vita e me lo sono guadagnato lavorando sodo per tanto tempo, senza mai arrendermi.

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I mille modi di guardare il mondo

 

Ogni cosa si può guardare in tanti modi.

Ricordo ancora con quanta gelosia conservai la punta di una matita per anni quando ero alle elementari. Perché? Perché me l’aveva regalata il bambino che mi piaceva. Io la guardavo e non vedevo la punta di una matita, ma un oggetto che mi ricordava lui e mi faceva sorridere.

Quante volte cambiare il modo in cui guardiamo potrebbe trasformare un oggetto o una situazione?

Questa domanda mi fa riflettere.

E se guardando un evento in un solo modo ne avessi così perso le molte sfaccettature?

Si dice spesso che bisogna guardare il mondo con occhi ottimisti, ma io la penso in modo diverso.

Io penso che dovremmo guardare il mondo in tutti i modi in cui può essere guardato, per non perderne neanche un colore, neanche una forma.

È faticoso? Certo, ma noi siamo ossi duri.

Perché sono un osso duro?

Di sicuro la domanda che ci siamo tutti posti più di una volta non è quella del titolo, ma è piuttosto “Io sono forte? Io sono un osso duro?”.

Voglio partire proprio da qui. Non dal dare risposte (che non ho!), ma dal cambiare domanda. Non bisogna chiedersi se si è forti. Ti sei alzato stamattina? Ti sei truccata? Hai preso l’autobus in tempo? Hai risposto a un messaggio anche se eri di fretta? Bene, anche se hai fatto una sola di queste cose sei forte.

Secondo me bisogna partire dal presupposto che sì, siamo ossi duri. Punto. Perché la vita di per sé è complessa, anche per i più fortunati.

E allora cambiamo domanda e chiediamoci: perché sono un osso duro? Cosa mi rende forte? O meglio, qual è la mia forza?

Credo che farci questa domanda non solo ci porterà a guardarci con un occhio più ottimista (o perché no, benevolo!), ma ci porterà anche ad essere ancora più forti.

Pensateci! Cosa vi rende gli ossi duri che siete? Ecco, quella cosa lì, o quelle cose lì che vi sono venute subito in mente… quelle dovete coltivarle con cura e con dedizione. Io, dal canto mio, mi impegno a farlo.

Perché sono un osso duro?

In questo momento, perché ho aperto questo blog.